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Alto, magnifico,
incoronato da torri e merli, si eleva superbo su una roccia massiccia,
gigantesca e narra il suo mistero di 20 secoli. Le passioni, le lotte, le
trame e le congiure, le feste ed i tornei, la vita gaia e triste e le
angosce di quanti soffrirono e morirono nei suoi paurosi sotterranei.
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Il luogo solitario è ricco di ricordi guerreschi, di scudi, corazze a scaglie d'osso e di
metallo, pugnali, archibugi e pistole. Affreschi, tetti a cassettoni,
pavimenti a mosaico, scale intagliate nella roccia, botole, sotterranei
bui popolano le più strane leggende. Si pensa che tra il
castello e la torre Pizzarrone ci fosse un passaggio sotterraneo.
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Una favolosa "diceria",
riferisce di una monaca bellissima che a mezzanotte , nei
giorni di luna piena, vestita di bianco, allo scoccare del primo dei 24
rintocchi dell'orologio, si dirige dal Castello verso la Torre per
proporre una certa operazione. Antonio Mastropaolo ce la racconta così:
"I rossi chicchi di una melagrana,
al fatuo lume della luna piena,
dal giallo scrigno sradica e dipana:
poi mangiali, ma con dolce lena !
Se tutti quanti i piccoli rubini,
stando sempre dentro questa Torre,
riuscirai, con tanti bocconcini,
nel delicato tuo pancino a porre...
allora, si, hai fatto un bel lavoro,
perché così, tu, troverai un tesoro!''
Chi non riusciva a mangiare tutti i chicchi
della melagrana senza toccare il frutto con le mani, precipitava dentro
una botola, sul cui pavimento si trovavano lame acuminate che ne
avrebbero provocato la morte. |