"A
Palermo il mare era azzurro"
I
bambini delle elementari riscrivono la storia della propria
città. Un editore pubblica i loro lavori e il ricavato andrà
all'Unicef
di
Luigi Bertolo
"Al tempo dei tempi, a Palermo il mare era azzurro, limpido,
ricco di pesci…". Così inizia uno dei tanti racconti sulla città
di Palermo scritti dai bambini di due classi elementari del
capoluogo siciliano e raccolti in un bel volume intitolato
Palermo inventata dai bambini.
Il libro è il frutto di un ottimo lavoro pedagogico, coordinato
dall'insegnante Liliana Pirrone che ha portato nell'anno
scolastico 2002-2003 i bambini di due classi elementari (le IV A
e D della scuola elementare Nicolò Garzilli) attraverso i luoghi
e la storia della propria città. Il lavoro ha coinvolto gli
alunni a diversi livelli e con un'ampia varietà di iniziative e
stimoli: sono andati per le strade del proprio quartiere a
realizzare interviste, hanno visitato i luoghi più
rappresentativi della città, hanno incontrato personaggi della
cultura che hanno arricchito le loro conoscenze e la qualità
complessiva del progetto, hanno letto brani sulla storia della
città.
Alla fine del percorso i bambini hanno dato spazio alla propria
fantasia reinventando miticamente le origini di tanti luoghi
della propria città. Nel volume ci sono nove brevi racconti che
ripercorrono in maniera fantastica le ragioni del perché un
luogo si chiami in quel modo, perché vi si svolgano determinati
mestieri o si vivano determinati momenti dell'anno: "La leggenda
della città sotterranea", "La leggenda di Via Bambinai", "Le vie
dei mestieri e la Piazza delle Sette Fate", "La leggenda della
Via delle Sedie Volanti". Ogni racconto è illustrato con i
disegni realizzati dai bambini stessi.
Il percorso di ricostruzione simbolica del proprio passato
storico è un'operazione preziosa e difficile da compiere. Il
rapporto col tempo è infatti una delle componenti cognitive che
con maggior difficoltà viene padroneggiata dai più piccoli. In
questo caso, con molta intelligenza, si è voluto far recuperare
ai bambini una dimensione del tempo remoto attraverso il
processo creativo della libera fantasia. Ma non solo: alla
nozione di tempo si è affiancata quella di spazio. Nelle storie
che i bambini raccontano, fate, folletti e magie non sono
collocati in un luogo remoto ma riempiono e danno un senso alla
topografia e alla orografia del loro vissuto quotidiano.
Ma la componente forse più interessante di questa raffinata
operazione pedagogica è un'altra. Il disegno, la lettura, la
scrittura sono stati inseriti in un percorso di acquisizione
strettamente legato alla dimensione sociale dei luoghi vissuti.
Nelle storie si sente con nettezza come l'universo fantastico
dei più piccoli si sia intrecciato con i racconti e l'universo
culturale dei più grandi. E così nelle loro storie Palermo non è
solo "inventata" ex novo, come recita il titolo, ma anche
"ricostruita" così com'era una volta, quando… "il mare era
azzurro", le sedie volavano in cielo, i bambini "avevano
l'abitudine di giocare per strada", "il porto della Cala era
molto più ampio di quanto non sia oggi e il suo mare era limpido
e ricco di pesci", "il mago Mafai, furioso per la bellezza della
città" profetizzò che sarebbero venuti "altri uomini" che
avrebbero trasformato "i giardini e i fiumi in pietra e
cemento".
La storia raccontata dai grandi, il loro vissuto, ha arricchito
la fantasia dei piccoli. Ma, soprattutto, ha aperto uno spazio,
un varco nell'immaginario dei bambini. La costruzione del futuro
("inventare Palermo") è passata attraverso la riscoperta e la
valorizzazione del passato. In altri termini, i bambini hanno
aderito in maniera del tutto naturale ed empatica ad un'idea di
progresso non quantitativa, quella secondo cui di più è meglio.
Per loro la creazione del proprio ambiente quotidiano si è
basata su un'ipotesi di progresso che abbia come unità di misura
la bellezza.
Il libro è pieno di bellezza. Sono belle le storie. Belli i
disegni. Bella l'idea di dedicarlo ad un proprio compagno di
classe, "Alberto Lo Iacono, che non ha inventato e scritto con
noi le leggende, perché non è in condizione di poterlo fare".
Bella, infine, la scelta di devolvere all'Unicef i diritti
d'autore.
Aa. Vv.
Palermo inventata dai bambini
Dario Flaccovio Editore, 2003
pagg 60, 12 Euro
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