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In
classe abbiamo letto Pinocchio di C. Collodi. Lo scrittore
inizia dicendo che in questo racconto non c'è un re, ma c'è un
pezzo di legno. Questo pezzo di legno si propone ad una
trasformazione evolutiva: da vegetale ad anfibio (il suo salto
viene paragonato a quello di un ranocchio), da anfibio ad
animale (ciuco), per diventare, infine, uomo seguendo la stessa
evoluzione degli abitanti della terra. Pinocchio, il cui nome
richiama subito la sua natura vegetale, si trasforma proprio
come un seme che muore per diventare una pianta e da essere
vegetale compie la sua prima metamorfosi diventando ciuchino.
Quando entra nella pancia del pescecane, prima di diventare
definitivamente bambino, subisce la stessa sorte di tutti gli
esseri umani che prima di nascere stanno dentro la pancia della
madre e nell'acqua. Leggendo questo magnifico libro in classe
abbiamo capito subito che Pinocchio non è un comune pezzo di
legno che diventa burattino, ma è qualcosa di più particolare: è
un re anche se a modo suo, in grado di realizzare qualcosa che
nessun altro è capace di fare. Molte volte, quando è sul punto
di evolversi, preferisce fuggire piuttosto che assumere
responsabilità, rispettare le regole e gli altri. Solo alla fine
del suo viaggio, quando diventa un bellissimo bambino, riesce ad
aiutare gli altri, rispetta le regole e comincia a studiare e
lavorare. |