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 "LETTERA APERTA ALLE FAMIGLIE E AI CITTADINI"
 

Il Consiglio dei Ministri, attraverso un decreto legge, ha stabilito, a partire dall'anno scolastico in corso, IL RITORNO DEL MAESTRO UNICO NELLA SCUOLA ELEMENTARE, che viene espressamente indicato solo per le prime classi, ma di fatto, con l’eliminazione delle compresenze, verrà gradualmente introdotto in tutte le classi  della scuola primaria, eliminando l’organizzazione modulare.

L’insieme dei mass media non ha finora dato il rilievo necessario all’evento e non ha informato adeguatamente l’opinione pubblica sulle ricadute che questa scelta comporta per la scuola italiana, per gli alunni e le loro famiglie.

Noi, che nella scuola lavoriamo, e che cerchiamo, pur tra mille difficoltà, di farla funzionare al meglio, sentiamo il dovere, quindi, di spiegare a tutti quello che accade con l'applicazione di questo decreto.

Con l'introduzione dei moduli la Scuola Primaria è stata costruita:

• sul lavoro collegiale e progettuale degli insegnanti;
• sulla suddivisione delle aree disciplinari (che ha permesso, nel tempo, a ciascun
  docente di arricchire le proprie competenze);
• sulle ore di compresenza dei docenti che consentono di realizzare: attività di
  laboratorio per gruppi, interventi di recupero individualizzato per alunni in situazione
  di difficoltà, uscite didattiche o visite guidate, progetti specifici di arricchimento
  dell’offerta formativa;
• su un tempo scuola adeguato alle esigenze degli alunni e delle loro famiglie;
• su un’ampia offerta formativa, in grado di fornire ai bambini gli strumenti per
  comprendere i nuovi linguaggi e le trasformazioni della società attuale.

IL RITORNO AL MAESTRO UNICO E L’ELIMINAZIONE DELLE COMPRESENZE FANNO ARRETRARE LA SCUOLA DI TRENT’ANNI:

• L’insegnante torna ad essere solo con la sua classe, in cui insegna in 24
  ore settimanali, tutte le materie; non può svolgere attività per gruppi né attività di
  laboratorio; non può fornire l’aiuto necessario ai bambini con problemi di
  apprendimento; non può effettuare uscite didattiche nel territorio; non può
  confrontarsi con altri colleghi per la ricerca di strategie di soluzione a problemi
  condivisi.
• I bambini hanno meno opportunità di conoscere, apprendere, approfondire e
  meno possibilità di relazione (tanto con gli adulti che con i coetanei).
• Le famiglie, di fronte ad un tempo scuola ridotto e meno qualificato, devono
  ricorrere ad enti o strutture extrascolastiche, spesso private, con i costi che 
  possiamo immaginare.

Non sarà facile per la Scuola Primaria italiana continuare ad essere tra le migliori nel mondo, secondo quanto certificato da autorevoli istituti internazionali di valutazione dei sistemi scolastici (P.I.S.A. e O.C.S.E.).

Per questi motivi:

Il Collegio dei Docenti del Circolo Didattico “N. Garzilli”, nella riunione del 19 gennaio 2009, trattando il punto all'ordine del giorno relativo alla Legge 30 ottobre 2008 n. 169, con riferimento alle articolazioni del tempo scuola previste dalla riforma scolastica, ha ritenuto necessario esprimere il proprio parere, condiviso all'unanimità, sulle modifiche che investono la scuola primaria.

Al fine di non intaccare la “qualità” dell'offerta formativa finora perseguita presso il nostro Circolo, si ritiene indispensabile mantenere l’attuale struttura organizzativa basata su un’organizzazione modulare realizzata in un tempo scuola di 30 ore settimanali (comprensive delle attività opzionali corrispondenti all’orario di cui all’art.7 comma 2 D.Lgl n° 59\2004 per tutte le classi), insieme all'attuale articolazione del modello orario che è finalizzata a garantire agli alunni il diritto di ricevere interventi  didattici e formativi adeguati alle necessità individuali.

Tale parere è motivato dalla convinzione che un tempo scuola di 24 o 27 ore settimanali risulti assolutamente inadeguato a realizzare quei percorsi e attivare quei processi indispensabili per la formazione di cittadini consapevoli, in termini di conoscenze e competenze (basti confrontare i Programmi del 1955 con le Nuove Indicazioni attualmente in vigore per rendere evidente la motivazione anche a chi non opera nel settore); che la presenza di più insegnanti, all’interno di un’offerta formativa condivisa, offra ai bambini la possibilità di sviluppare processi di maturazione anche rispetto alle dinamiche relazionali perché li abitua al confronto con sensibilità, stili e modelli diversi; che l’attuale struttura organizzativa renda possibile la flessibilità del gruppo classe per interventi individualizzati e di gruppo, di approfondimento come di rinforzo e di recupero e per lo sviluppo di attività laboratoriali.

Tutto questo a tutela del diritto degli alunni: per quelli frequentanti, al fine di poter completare il proprio corso di studi con la garanzia di un’effettiva continuità del percorso didattico e formativo già avviato;  per i  nuovi iscritti affinché possano ricevere una offerta  formativa qualificata.

Pertanto, chiediamo a Voi, genitori degli alunni della scuola Primaria, di sostenere la nostra proposta perché, in qualità di educatori, riteniamo che le nostre ragioni siano anche le vostre, cominciando subito con l’indicare, tra le opzioni presentate sul modulo di pre-iscrizione, la proposta di un tempo scuola articolato in 30 ore settimanali, che mantenga la struttura organizzativa attuale.

Palermo 16 gennaio 2010

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